“ORIZZONTI PLURALI – paesaggi pubblici, paesaggi interiori” (OP) è un progetto di drammaturgia di comunità pensato per accompagnare la rigenerazione urbana del quartiere Angeli Custodi e delle zone limitrofe di Catania. Dal 18 al 26 settembre 2025 il quartiere ha ospitato laboratori e spettacoli negli spazi urbani, pensati per coinvolgere i residenti, contrastare le disuguaglianze sociali, creare occasioni di incontro e restituire ai cittadini i propri spazi come bene comune, riportando al teatro un ruolo insieme poetico e politico. Lavorare nei territori significa attivare relazioni e mettere in rete competenze: la cultura, per noi, è una leva concreta di trasformazione duratura.

IL PROGRAMMA

DATE E LOCATION

18 - 19 Settembre 2025

Doppio spettacolo: ore 18:45 e ore 20:00

Piazza Borsellino (partenza ang. via Alcalà)

COME PARTECIPARE

Spettacolo itinerante in auto e a piedi per un numero limitato di spettatori, a pagamento

Costo del biglietto: 5€

Acquista al link. Per info contatta il numero 3383060683 (solo whatsapp) oppure via mail info@mobilitadellearti.it

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CRONACA DI UN EVENTO

Spettacolo itinerante

ideazione Alessandra Crocco e Alessandro Miele

drammaturgia Alessandra Crocco, Roberto Magnani, Alessandro Miele

con Roberto Magnani

design del suono Francesco Tedde

video Cinzia Baccinelli e Francesco Tedde

coordinamento tecnico Asia Santoni

regia Alessandro Miele

Cronaca di un evento è una performance site-specific da vivere in auto e a piedi, costruita per tappe che alternano azioni dal vivo e ascolti audio. Il pubblico accompagna il protagonista mentre vaga in cerca di una spiegazione a un evento inimmaginabile – la scomparsa dell’intera umanità – riavvolgendo il filo della memoria in una solitudine che aveva sempre cercato e di cui solo ora avverte il peso.

Si ringraziano: NoleggiaTutto per la concessione dell’auto, la Tipografia Lazzara per la concessione degli spazi e la sign.ra Sara Castrogiovanni.

ABOUT THE ARTIST

Alessandro Miele si forma nel mimo corporeo a Napoli e nel percorso “Epidemie” del Teatro delle Albe; nel 2005 vince il Concorso di Drammaturgia Sportiva del Festival SportOpera. Fonda con Consuelo Battiston e Gianni Farina la compagnia Menoventi (Premio Rete Critica, Premio Hystrio-Castel dei Mondi, Premio Lo Straniero), firmando come co-autore e attore diversi spettacoli della compagnia. Dal 2012 è in Salento, dove fonda con Alessandra Crocco prima Progetto Demoni e poi Ultimi Fuochi Teatro.

Roberto Magnani cresce nella non-scuola del Teatro delle Albe, diventandone interprete stabile dopo il successo internazionale de “I Polacchi” (1998) di Marco Martinelli. Guida a sua volta la non-scuola e firma spettacoli come “Odisèa” e “E’ bal”; nel 2018 realizza con Masque Teatro e Menoventi “MACBETTO”, da Testori. Nel 2016 dirige il festival di poesia Cabudanne de sos Poetas; nel 2021 firma regia e interpretazione di “Siamo tutti cannibali”, tratto da Moby Dick.

Alessandra Crocco si forma a Salerno, si laurea in Lettere Moderne a Napoli e studia alla Scuola del Teatro Arsenale di Milano. Autrice e attrice di spettacoli finalisti a premi nazionali (Scenario Infanzia, Tuttoteatro.com), si forma poi ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, con cui continua a collaborare in diversi spettacoli.

DATE E LOCATION

20 Settembre 2024

Doppio spettacolo: ore 17:30 e ore 18:45

Piazza Palestro

COME PARTECIPARE

Fino ad esaurimento posti (max 30 spettatori a replica)

Ingresso gratuito

Prenota contattando il numero 3383060683 (solo whatsapp) oppure la mail info@mobilitadellearti.it (specificando orario, nome, cognome e numero dei posti)

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Generazione g-Locale Catania

Performance urbana e interattiva attraverso audiocuffie wi-fi

regia di Andrea Ciommiento

con la supervisione di Roger Bernat

creazione collettiva di 15 adolescenti

assistente Irene Belfiore

in collaborazione con Liceo Artistico Statale “E. Greco” e l’IS “De Felice Giuffrida-Olivetti”

Uno spazio pubblico, un gruppo di persone: una voce in cuffia pone domande, istruzioni, suggerimenti. Chi sono oggi le tribù globali e locali delle città? Pubblico e attori si scambiano i ruoli, uno specchio delle proprie identità, in una sorta di battaglia generazionale fatta di gesti e movimenti senza parole. E ora tocca a te: che fai?

Generazione gLocale è una performance site & people specific nata dai laboratori di creazione partecipativa condotti con un gruppo di ragazzi del territorio, che diventano essi stessi ideatori dell’azione sotto la regia di Andrea Ciommiento. L’indirizzo poetico di Roger Bernat, supervisore del progetto, sposta il centro della scena dagli attori ai tecnici, incaricati di gestire i dispositivi tecnologici pensati per il coinvolgimento diretto degli spettatori. I contenuti prodotti dai ragazzi arrivano al pubblico attraverso cuffie audio wi-fi.

ABOUT THE ARTIST

Roger Bernat si laurea nel 1996 all’Institut del Teatre di Barcellona, ricevendone il Premio Extraordinario. Tra il 1998 e il 2001 fonda con Tomás Aragay la General Elèctrica, centro di produzione per teatro e danza, firmando i primi spettacoli (10.000 kg, Confort Domèstic, tra gli altri, premiati dalla critica catalana). Dal 2008 sviluppa dispositivi scenici in cui il pubblico occupa la scena diventando protagonista dello spettacolo stesso – tra questi Domini Públic, Pura coincidència, La consagración de la primavera, Please Continue: Hamlet, Pendiente de voto, Numax Fagor plus – portati in scena in diversi paesi.

Andrea Ciommiento è autore e regista di teatro partecipativo, vive a Torino. Realizza percorsi che intrecciano laboratori di narrazione, comunità locali e spettacoli multimediali dal vivo, mettendo al centro le storie delle persone che incontra a scuola, in città e nei piccoli paesi (www.andreaciommiento.it).

DATE E LOCATION

26 Settembre 2024

Ore 18:00

La città dei Ragazzi, via Gramignani 128

COME PARTECIPARE

Fino ad esaurimento posti (partenza da via Gramignani, 128)

Ingresso gratuito

Prenota contattando il numero 3383060683 (solo whatsapp) oppure la mail info@mobilitadellearti.it (specificando orario, nome, cognome e numero dei posti)

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Details #Catania

Passeggiata teatrale itinerante

un progetto di e con Luigi Ciotta

assistente Pinar Bekaroglu

supporto tecnologico ed effetti video Fabrizio Garnero

supporto musicale Dan Solo

stagiste Rachele Raciti e Beatrice Salemi

in collaborazione con Ass. La città dei ragazzi

È un progetto site specific di rigenerazione urbana partecipativa che unisce arte visiva, nuove tecnologie e teatro urbano, con l’obiettivo di trasformare crepe, muri scrostati e ferite della città in opere d’arte lungo un museo a cielo aperto, libero e accessibile a tutti. Attraverso la motion graphics e una sonorizzazione dedicata, le opere digitali prendono vita in un percorso interattivo, fino a una passeggiata teatrale guidata nel quartiere. Il progetto gioca sulla pareidolia – la tendenza istintiva a riconoscere forme familiari in immagini casuali, tipica dei luoghi trascurati ma carichi di storia – per restituire valore a spazi spesso dimenticati.

ABOUT THE ARTIST

Luigi Ciotta è attore teatrale, clown, artista di strada e pittore, con una forte passione per la natura e le tematiche ambientali. Conduce una ricerca sulla rigenerazione urbana attraverso interventi artistici, portati in festival nazionali e internazionali tra Europa, Asia e Medio Oriente.

LABORATORI

DATE E LOCATION

18 e 19 settembre 2025

c/o Liceo Artistico Emilio Greco

Generazione g-Locale #Catania

condotto da Andrea Ciommiento

destinato a 15 adolescenti

Il laboratorio, inteso come spazio di racconto, sperimentazione, studio e creazione collettiva dell’azione performativa, è propedeutico all’omonima performance. Il gruppo di adolescenti si forma a partire da una call e con il supporto dei partner: qui si approfondiscono le regole e la forma del dispositivo partecipativo, a partire dai vissuti personali e dalle riflessioni sulla realtà di oggi portate dai ragazzi. La visione gLocal ridefinisce le nostre identità contemporanee e il dialogo tra sistemi globali e comunità locali.

DATE E LOCATION

dal 22 al 25 settembre

c/o Ass. La città dei ragazzi

i custodi dell’invisibile

condotto da Luigi Ciotta

assistente Pinar Bekaroglu

destinato a 15 partecipanti

Il laboratorio prende spunto dalla pareidolia, l’istinto a riconoscere forme familiari nelle macchie e crepe casuali, per allenare l’immaginazione dei partecipanti a reinterpretare il grigiore urbano – crepe, macchie, vecchi portoni – con la fantasia. Non punta a cambiare fisicamente i muri della città, ma il modo in cui li guardiamo: solo creando immaginari si costruisce cittadinanza. Gli elaborati dei partecipanti sono stati esposti in una mostra il 26 settembre presso l’Associazione La città dei ragazzi.

DETAILS CATANIA

22-26 settembre 2025

Dal 22 al 26 Settembre 2025 Luigi Ciotta e Pinar Bekaroglu sono stati a Catania per il Festival Orizzonti Plurali, organizzato dall’associazione Mobilità delle Arti.

Hanno lavorato presso La Città dei Ragazzi con un gruppo di bambine e bambini del quartiere Angeli Custodi nel laboratorio “I custodi dell’invisibile”, trasformando le crepe e i muri scrostati del quartiere in cammelli, balene, aeroplani, vulcani e altre figure reali e fantastiche, dando vita a piccole storie.

In parallelo hanno realizzato un percorso di 10 disegni digitali ispirati alle crepe di via Gramignani, via Mulino a Vento e via Plebiscito – un piccolo anello che parte e arriva alla Città dei Ragazzi – con il supporto del web designer Fabrizio Garnero: i disegni sono visibili inquadrando con smartphone o tablet i Qr code posti accanto a ogni crepa.

La ricerca del Qr code e della crepa giusta diventa essa stessa parte del gioco, così come la scelta di disegni digitali anziché murales reali, pensata per stimolare l’immaginazione prima ancora della vista.

I 10 disegni realizzati raccontano Catania attraverso miti e leggende del passato, personaggi celebri e geografia del territorio.

Pensando a una fruizione da parte di famiglie e bambini, il tono è spesso giocoso: qui, a differenza di altre città, le crepe diventano più un pretesto ispiratore che un vincolo da seguire fedelmente.

Ecco alcune semplici REGOLE da seguire durante l’esplorazione urbana.

PARTENZA. Inizia il percorso dal n.1 e prosegui fino alla fine.

RISPETTO. Rispetta la comunità che stai esplorando, che si tratti di proprietà pubblica o privata.

INTERPRETA. Prima di inquadrare il Qr Code prova a dare una tua personale interpretazione della macchia. Se sei con amici o familiari, fatelo in gruppo.

PUNTO DI VISTA. Guarda la macchia da vicino e da lontano. Cambia il punto di vista!

SCANSIONA IL QR. Scansiona il Qr code con il telefono o il tablet e guarda il disegno, facendo scorrere il cursore sull’immagine.

GODITI I DETTAGLI. Pizzica l’immagine per ingrandirla e prenditi il tempo di goderti tutti i dettagli.

CONFRONTA. Confronta nuovamente il disegno con la macchia spostando il cursore in alto e in basso.

PROSEGUI. Quando ti senti appagato procedi verso la macchia successiva.

GUARDA IN ALTO. Ogni tanto guarda in alto: se ci sono belle nuvole, soffermati a guardarle!

REINVENTA. Durante il percorso incontrerai altri muri scrostati: se hai tempo e voglia, divertiti a reinventarli.

1. Via Domenico Alberti 20 – “Pensando a Aci e Galatea” (prima)

1. Via Domenico Alberti 20 – “Pensando a Aci e Galatea” (dopo)

2. Via Gramignani 140 – “La grande Musica” (prima)

2. Via Gramignani 140 – “La grande Musica” (dopo)

1. Via Domenico Alberti 20 – “Pensando a Aci e Galatea”

Il disegno si ispira al mito di Aci e Galatea, qui raffigurati con sembianze animali perché l’amore non ha confini. La leggenda, narrata da Ovidio nelle Metamorfosi, racconta del ciclope Polifemo innamorato della ninfa Galatea, che invece amava il pastorello Aci; per gelosia Polifemo uccise Aci con un masso di lava, e gli dei trasformarono il suo sangue in un fiume – l’Akis – che diede poi il nome ai paesi di Acireale, Aci Trezza e Aci Castello.

2. Via Gramignani 140 – “La grande Musica”

Il disegno è ispirato a Vincenzo Bellini, compositore catanese ancora oggi presente in teatri, giardini e monumenti della città, qui reimmaginato come un polpo che dirige un’orchestra di pesci, crostacei e sirene. Bellini, tra i massimi operisti dell’Ottocento insieme a Rossini e Donizetti, è autore di dieci opere liriche, tra cui La sonnambula, Norma e I puritani.

3. Via Mulino a Vento 61 – “Corsa di cavalli” (prima)

3. Via Mulino a Vento 61 – “Corsa di cavalli” (dopo)

4. Via Mulino a Vento 61 – “Le avventure di Uzeta” (prima)

4. Via Mulino a Vento 61 – “Le avventure di Uzeta” (dopo)

3. Via Mulino a Vento 61 – “Corsa di cavalli”

Accanto all’elefante (u liotru), simbolo di Catania, la città ha un altro animale molto amato: il cavallo, protagonista di corse per le strade cittadine, non sempre legali.

4. Via Mulino a Vento 61 – “Le avventure di Uzeta”

Uzeta è un eroe popolare inventato agli inizi del Novecento dal giornalista Giuseppe Malfa e reso celebre dall’Opera dei Pupi: un giovane di umili origini che, sotto Federico II, diventa cavaliere sconfiggendo i giganti Ursini, da cui secondo la leggenda deriverebbe il nome del Castello Ursino. In questo disegno lo ritroviamo alle prese con la sua impresa più leggendaria: salvare il mondo dalle belve feroci.

5. Via Mulino a Vento 27 – “Colapesce moderno” (prima)

5. Via Mulino a Vento 27 – “Colapesce moderno” (dopo)

6. Via Mulino a Vento 27 – “Sant’Agata” (prima)

6. Via Mulino a Vento 27 – “Sant’Agata” (dopo)

5. Via Mulino a Vento 27 – “Colapesce moderno”

La leggenda di Colapesce, il giovane pescatore capace di restare a lungo sott’acqua, racconta di come Federico II gli chiese di scoprire cosa sostenesse l’Etna: Colapesce scoprì che sotto l’isola ardeva un fuoco perenne, e per portarne prova al re perse la vita. In questo disegno lo ritroviamo col corpo nero come la lava, che di notte riemerge in superficie per riposare.

6. Via Mulino a Vento 27 – “Sant’Agata”

La forma della crepa, tra pietra scura e intonaco rossastro, ha suggerito le braccia aperte e l’iconografia di Sant’Agata, qui accostata all’Etna: fuoco e santa come simboli di forza, speranza e protezione per Catania, da cui nascono i frutti e i fiori che ricoprono il corpo della Santa nel disegno.

7. Via Mulino a Vento 24 – “Battiato e le meccaniche celesti” (prima)

7. Via Mulino a Vento 24 – “Battiato e le meccaniche celesti” (dopo)

8. Via Plebiscito 201 – “Etna” (prima)

8. Via Plebiscito 201 – “Etna” (dopo)

7. Via Mulino a Vento 24 – “Battiato e le meccaniche celesti”

Un volto dal naso pronunciato nella crepa ha richiamato Franco Battiato, tra le figure musicali più importanti di Catania e della musica contemporanea italiana, capace di intrecciare nella sua opera mistici come Gurdjieff e poeti come Sgalambro, tra brani come Centro di gravità permanente, Bandiere Bianche e La cura.

8. Via Plebiscito 201 – “Etna”

Segni di vernice nera e rossa sul muro hanno suggerito la potenza di un’eruzione vulcanica, resa qui con uno stile che guarda ai grandi maestri giapponesi come Hokusai.

9. Via Plebiscito 187 – “Polifemo e i Faraglioni di Acitrezza” (prima)

9. Via Plebiscito 187 – “Polifemo e i Faraglioni di Acitrezza” (dopo)

10. Via Gramignani 81 – “Sogno di una triglia” (prima)

10. Via Gramignani 81 – “Sogno di una triglia” (dopo)

9. Via Plebiscito 187 – “Polifemo e i Faraglioni di Acitrezza”

Il disegno racconta l’incontro tra Ulisse e Polifemo dell’Odissea omerica: per sfuggire al ciclope che aveva divorato alcuni suoi compagni, Ulisse lo fece ubriacare e gli acciecò l’unico occhio, fuggendo nascosto sotto le pecore. Il ciclope, accecato, scagliò contro la nave le vette dei monti che la leggenda identifica con i Faraglioni di Acitrezza.

10. Via Gramignani 81 – “Sogno di una triglia”

Il percorso si chiude su una grande crepa bianca su una casa abbattuta, tra bellezza dell’immaginazione e degrado reale. Il contrasto tra intonaco e pietra nera suggerisce una notte stellata sul golfo di Catania, dove navigano piccole barche di carta – l’immaginario romantico di una pesca ormai minacciata dal mare inquinato e dalla grande industria ittica – sognato da una grande triglia, tra i pesci più semplici e amati del Mediterraneo.